Erica Nastasia Insegnante di Musica

Mi chiamo Erica

e guido i bambini verso un apprendimento musicale naturale, divertente e consapevole.
Erica Nastasia Insegnante di Musica

Insegno secondo i principi della Music Learning Theory di E. Gordon, un approccio alla musica che, da quando ho scoperto, non ho più lasciato.
Credo che lavorare con i bambini sia meraviglioso per tutto quello che possono regalarti e ritengo un privilegio il poter contribuire alla loro crescita musicale, aiutandoli a essere anche degli adulti più consapevoli.

La prima volta che ho sentito parlare di quest’approccio alla musica e ho avuto la fortuna di poterlo sperimentare in prima persona, ne ho sposato all’istante ogni principio. Così diverso da tutto ciò che aveva rappresentato la musica per me fino a quel giorno, rispettoso dei tempi, gentile nei modi, bisognoso di una relazione per funzionare, questo “metodo” era qualcosa che non avevo mai visto e da cui ero rimasta folgorata. Che poi la parola metodo non è appropriata, piuttosto filosofia: un approccio alla didattica che lascia il bambino libero di agire in musica così come nella vita di tutti i giorni.

Sentivo questo approccio così calzante, così “giusto”, dalle radici così vere, e soprattutto lo sentivo mio.

La scoperta più grande

Sono una mamma, perdutamente innamorata di suo figlio e del ruolo di genitore. L’essere madre mi ha cambiato radicalmente e ha fatto luce su lati di me che aspettavano gli stimoli giusti per emergere.

Per la maggior parte degli anni, sono stata una persona rigida e “quadrata”, perfezionista e maniaca del controllo, per carattere o per vissuto, complice anche la mia formazione tecnica. Sotto questa corazza però si nascondeva un animo sensibile e un forte desiderio di liberare la natura più emotiva che scalpitava in me, la necessità di dare ascolto ai miei valori, di connettermi con i miei più profondi desideri: di mollare la presa.

Già fin dalla gravidanza ma soprattutto dopo con la maternità, ho iniziato a sentire l’esigenza di ritagliarmi uno spazio per me, per vivere con profonda consapevolezza quest’immensa trasformazione che stava avendo luogo, lo stravolgimento di tutte e tre le nostre vite, a partire da quella dell’esserino che portavo in grembo. Dovevo prendere confidenza con il mio nuovo ruolo e con la diade nascente: era un momento che meritava rispetto assoluto. Nei primi mesi di vita di mio figlio, questo desiderio è poi diventato una necessità: volevo avere più tempo e spazio per noi, condividere delle esperienze di qualità con lui, costruire un solido rapporto e dei ricordi.

La maternità mi ha fatto connettere in maniera profonda alle mie emozioni, rendendomi conto che a causa di una visione troppo rigida, schematica e organizzata della vita, c’erano molte parti di me che avevo accantonato, come gli studi musicali di tantissimi anni.
La nascita di Christian ha acceso in me una scintilla potentissima, risvegliando la mia parte più sensibile che, fin da piccolina, riconosceva nella musica un prezioso mezzo di espressione.

Insegno secondo i principi della Music Learning Theory di E. Gordon, un approccio alla musica che, da quando ho scoperto, non ho più lasciato.
Credo che lavorare con i bambini sia meraviglioso per tutto quello che possono regalarti e ritengo un privilegio il poter contribuire alla loro crescita musicale, aiutandoli a essere anche degli adulti più consapevoli.

La prima volta che ho sentito parlare di quest’approccio alla musica e ho avuto la fortuna di poterlo sperimentare in prima persona, ne ho sposato all’istante ogni principio. Così diverso da tutto ciò che aveva rappresentato la musica per me fino a quel giorno, rispettoso dei tempi, gentile nei modi, bisognoso di una relazione per funzionare, questo “metodo” era qualcosa che non avevo mai visto e da cui ero rimasta folgorata. Che poi la parola metodo non è appropriata, piuttosto filosofia: un approccio alla didattica che lascia il bambino libero di agire in musica così come nella vita di tutti i giorni.

Sentivo questo approccio così calzante, così “giusto”, dalle radici così vere, e soprattutto lo sentivo mio.

Erica Nastasia Insegnante di Musica

La scoperta più grande

Sono una mamma, perdutamente innamorata di suo figlio e del ruolo di genitore. L’essere madre mi ha cambiato radicalmente e ha fatto luce su lati di me che aspettavano gli stimoli giusti per emergere.

Per la maggior parte degli anni, sono stata una persona rigida e “quadrata”, perfezionista e maniaca del controllo, per carattere o per vissuto, complice anche la mia formazione tecnica. Sotto questa corazza però si nascondeva un animo sensibile e un forte desiderio di liberare la natura più emotiva che scalpitava in me, la necessità di dare ascolto ai miei valori, di connettermi con i miei più profondi desideri: di mollare la presa.

Già fin dalla gravidanza ma soprattutto dopo con la maternità, ho iniziato a sentire l’esigenza di ritagliarmi uno spazio per me, per vivere con profonda consapevolezza quest’immensa trasformazione che stava avendo luogo, lo stravolgimento di tutte e tre le nostre vite, a partire da quella dell’esserino che portavo in grembo. Dovevo prendere confidenza con il mio nuovo ruolo e con la diade nascente: era un momento che meritava rispetto assoluto. Nei primi mesi di vita di mio figlio, questo desiderio è poi diventato una necessità: volevo avere più tempo e spazio per noi, condividere delle esperienze di qualità con lui, costruire un solido rapporto e dei ricordi.

La maternità mi ha fatto connettere in maniera profonda alle mie emozioni, rendendomi conto che a causa di una visione troppo rigida, schematica e organizzata della vita, c’erano molte parti di me che avevo accantonato, come gli studi musicali di tantissimi anni.
La nascita di Christian ha acceso in me una scintilla potentissima, risvegliando la mia parte più sensibile che, fin da piccolina, riconosceva nella musica un prezioso mezzo di espressione.

Erica Nastasia Insegnante di Musica

La mia storia, i miei valori

Sono una di quelle persone fortemente connesse al proprio intuito, alla propria anima, che riescono sempre a cogliere quella famosa vocina interna che ti indica la direzione, anche in mezzo al più vigoroso frastuono della mente.
Coraggio e determinazione mi contraddistinguono, sudore e fatica non mi spaventano, amore ed emozioni mi guidano.

Sono una di quelle persone che la difficoltà, la sofferenza, il dolore, possono insegnarti tanto e trasformarti in meglio. Sono una donna e una madre che decide di inseguire i propri sogni a 37 anni, dopo che la vita l’ha portata da tutt’altra parte (ma forse neanche troppo), e lo fa con un’incredibile tenacia e un’ardente passione, che neanche un’adolescente nel pieno delle energie.

Rivedo in un processo di crescita personale, nell’ascolto profondo di te stessa, nell’accettazione della paura che può derivare da una nuova scoperta, gli ingredienti fondamentali per la ricerca della tua vera essenza, della vera TE.
Credo nella bellezza e nella forza del sentirsi centrati, quando nella vita arriva IL momento: quello davvero giusto, quello che porta a un cambiamento reale e profondo, quello da cui non torni indietro, perché ti illumina la strada in un modo così cristallino da chiederti perché non l’hai mai capito prima quale fosse il tuo posto, il tuo ruolo, la tua missione.
Quell’attimo che, quando fai una scoperta sorprendente, ti indica chiaramente che ora non puoi più farne a meno perché, ignorarla, sarebbe un po’ come ripudiare una parte di te, trascurata ormai da troppo tempo.

Erica Nastasia Insegnante di Musica

E sai quando è arrivato quel momento per me?

Con la nascita di mio figlio e una casuale lezione di prova a musica in coppia con lui. Eh sì, perché credo che il mio istinto, che ripeteva «vai e vedi di cosa si tratta, giusto per», sapesse ancor prima della mia mente che qualcosa di speciale era lì da aspettarmi. Ed ecco che, anche se incredibilmente stanca, sfinita dal continuo pianto di un neonato, dilaniata dalle notti insonni, riservavo dentro di me energie sufficienti e un forte desiderio per scoprire questa cosa nuova.

Fu amore a prima vista. Non riuscivo a credere ai miei occhi e alle mie orecchie: un luogo intimo, un’atmosfera magica, cuccioli di poche settimane avvolti in suoni di musica dolce e soave. Nessuna parola, solo note fluttuanti nell’aria che cullavano i pianti, gemiti e versetti dei piccoli neonati. La diade madre-figlio che ritrovava uno spazio ancor più intimo di ascolto e condivisione. Sguardi, respiri, silenzi gli assoluti protagonisti, la relazione alla base del tutto, l’adulto come modello di musica e di vita. Niente di più vero.
Gli occhi brillarono e la mia missione fu limpida. Sapevo come volevo migliorare il mondo. Sapevo che volevo condividere questa preziosa scoperta e distribuire una nuova consapevolezza: quanto fosse unico e straordinario apprendere in questo modo.
E soprattutto, sapevo come volevo fare musica!

Erica Nastasia Insegnante di Musica

Credo che se anche la vita ti porti a fare delle scelte, ci sono cose che sono tue e che lo sono sempre state, e tu puoi anche fingere di accantonarle, ma loro prima o poi tornano, perché sono le tue, costituiscono la tua essenza e caratterizzano la tua unicità.

Il ruolo di madre mi ha permesso di vivere dall’interno questa magnifica scoperta e sono convinta che l’essere parte attiva nel processo di apprendimento di mio figlio abbia contribuito a rendere ancora più speciali la motivazione e la passione che ci vogliono per intraprendere questo lavoro, applicando quest’approccio nella maniera per me migliore: unendo le competenze all’amore.

Dagli inizi fino al 2018

La musica mi accompagna fin da piccolina. Iniziai canticchiando, poi strimpellando sulla tastiera e presto mi ritrovai su un violino, ma quest’ultima non fu esattamente una scelta consapevole: forse desideravo provare o suonare altro e avrei tanto voluto che qualcuno mi aiutasse a capire cosa.

Frequento il liceo scientifico e in parallelo il conservatorio, dove continuo a studiare violino come strumento principale, pianoforte e canto come strumenti complementari. Nel 2002 conseguo la maturità e il compimento inferiore di violino (al termine dei primi cinque anni di studio).

Continuo a fare musica e mi appassiono a incidere canzoni. Sulla scia dell’entusiasmo spendo molti soldi in software e attrezzatura necessaria (mixer, computer, microfoni) perché adoro cantare, registrarmi e ascoltarmi, e mi piace farlo nella mia stanzetta in casa, chiusa e isolata: è il mio mondo e voglio tenerlo per me. Ogni tanto prendo in affitto qualche sala prove per suonare in band con amici. Partecipo a vari concorsi canori, in giro per l’Italia, più per gli altri che per me: la vergogna era tanta e non sono mai stata veramente a mio agio nell’essere al centro dell’attenzione.

Con la mente offuscata un pensiero era nitido e costante: la musica e io non potevamo stare lontane. Inizio a studiare ingegneria, ma c’era sempre qualcosa che mancava: cambio due indirizzi di specializzazione negli anni, e nel mentre, ovviamente, la musica resta il mio più grande hobby. A metà del mio viaggio universitario scopro l’esistenza di un nuovo corso di studi, che sembra fare al caso mio. Mi trasferisco quindi a Milano e nel 2010 mi laureo in ingegneria informatica, specializzandomi in Ingegneria e Design del Suono. Lo trovo un percorso di studi unico perché un mix perfetto delle mie materie preferite: matematica e musica.

Nel 2011 inizio il mio lavoro da dipendente in una grande multinazionale nel campo dell’elettronica, in un settore che unisce l’ambito musicale a quello tecnico progettuale.

2019

Ad aprile nasce mio figlio Christian e la mia vita cambia di colpo. La maternità mi regala uno spazio che non avevo mai vissuto, per stare con me stessa e con la mia nuova famiglia. Capisco cosa è realmente importante per me e mi riconnetto ai miei desideri più profondi. Cerco di vivere esperienze di valore con mio figlio e una di queste è proprio la musica, che tanto amo. È così che scopro la MLT e me ne innamoro.

2020

A gennaio decido di riprendere i miei studi musicali e frequento la formazione Gordon UK con Marta Noè e Tiziana Pozzo, rivolta all’approccio musicale secondo la Music Learning Theory di E. Gordon per la fascia 0-5 anni. Frequento anche un corso di ukulele e altre piccole formazioni rivolte a completarmi come musicista e a indirizzarmi come insegnante. A luglio inizio a frequentare il tirocinio legato alla formazione presso Musindò.

Dopo l’anno di vita di mio figlio decido di proseguire il mio lavoro in azienda in modalità part-time: Christian avrebbe fatto ingresso al nido di lì a poco e volevo che trascorresse una buona parte del pomeriggio in famiglia. Avevo bisogno anche di uno spazio per me, per rigenerarmi ed essere una madre ancora più presente e condividere del tempo di qualità con lui.

2021

Continua la mia crescita personale ma soprattutto quella musicale. Frequento La formazione di Una Maestra di Musica, un percorso di un anno rivolto all’educazione musicale del bambino da 0 a 6 anni e dai 6 anni in su, secondo la MLT di E. Gordon. Contemporaneamente continuo a svolgere il mio tirocinio fino a fine anno didattico. Seguo un corso sul marketing e la comunicazione con Alessia Savi. Lancio la mia attività attivando i miei corsi di musica.

2022

Sento di essere cambiata profondamente grazie a questo mio nuovo lavoro, e che più che di formule e algoritmi, avevo bisogno di dare libero sfogo a creatività e improvvisazione, attraverso i miei momenti musicali con i bambini. A maggio decido di lasciare, dopo 13 anni, il mio lavoro a tempo indeterminato come dipendente in una grandissima multinazionale dell’elettronica, per immergermi completamente in questa nuova avventura. A settembre inauguro AllegroCrescendo, la sede dei miei corsi e espando la mia offerta didattica raggiungendo 40 allievi nel primo anno. Continuo a formarmi anche in altre discipline che possano integrarsi con l’approccio Gordon, per sentirmi sempre più completa e offrire il meglio attraverso la musica.

2023

Decido di aprire da settembre una seconda sede per i miei corsi, a Milano. Qui scelgo di offrire un’altra serie di proposte aggiuntive che siano sempre allineate con i principi base del metodo Gordon, ovvero la libera espressione, l’accoglienza e l’assenza di giudizio. Scelgo quindi di rivolgermi ai genitori e ai bambini, attraverso altre forme di supporto: arteterapia, psicoterapia, letture 0-36 mesi, teatro.

Il mio manifesto

Amo allattare mio figlio e innamorarmi dei suoi occhi che si perdono nei miei.

Amo donare coccole e certezze, essere fonte sicura d’amore. Non credo nel vizio e penso che l’amore che si offre non sia mai troppo.

Amo fare scelte consapevoli e approfondire i perché dietro alle cose.

Amo scavare dentro di me e lavorare sulla mia crescita personale.

Credo nelle cose vere e autentiche, quelle che arrivano con spontaneità e naturalezza.

Credo nell’amore realistico, quello che si costruisce affrontando gli ostacoli, i limiti e le paure.

Credo nella libertà di espressione e di pensiero di ogni essere umano.

Credo nell’immenso potere delle emozioni sul nostro corpo.

Credo nell’indipendenza delle donne.

Credo nella determinazione e nel coraggio come ingredienti fondamentali per realizzare i propri sogni.