Erica Nastasia Insegnante di Musica

Corsi 0-3 anni

Il bambino da 0 a 3 anni fa musica con l’adulto del cuore.

Con questa fascia d’età lavoriamo tantissimo sull’ascolto.
L’essere umano apprende la musica con processi simili a quelli con cui apprende il linguaggio. Allo stesso modo, durante i nostri momenti musicali, immergiamo il bambino in un’incantevole bolla sonora, costituita da canti melodici e ritmici senza parole.
L’insegnante guida il gruppo attraverso l’esempio diretto e il genitore partecipa attivamente alla lezione rendendosi egli stesso modello di musica. L’apprendimento diventa relazionale: il bambino apprende laddove riconosce un significato affettivo.

La voce che utilizzo è quindi carica di espressività e di contenuti emotivi, è una voce amorevole, dolce e gentile come quella di un genitore che si rivolge al proprio piccolo. Il contenuto musicale attecchisce grazie alla presenza di una solida relazione con l’adulto.

Come si svolge la lezione

Durante la lezione cerco di sospendere il più possibile il linguaggio verbale, lasciando spazio solo alla voce cantata e al movimento del corpo. Nei canti le parole sono sostituite dalla sillaba neutra PAM:

  • L’assenza delle parole fa sì che il bambino possa concentrarsi sul puro contenuto musicale, senza farsi distrarre dal linguaggio, che risulta comunque predominante nelle nostre vite rispetto alla musica.
  • È una sillaba neutra che consente al bambino di esplorare con facilità e in autonomia la propria voce cantata (il bambino non ha la stessa conformazione fisica dell’adulto).

I canti, inoltre, devono avere delle caratteristiche ben definite per rendere efficace l’apprendimento:

  • Varietà. È importante proporre canti in diversi modi e metri musicali senza basarci solo su quelli presenti nella nostra cultura di riferimento (maggiore e minore). Il bambino apprende nella varietà.
  • Complessità. Non significa presentare al bambino canti “complicati”, bensì dei brani che rispecchino una molteplicità di soluzioni ritmiche e tonali (che non terminino ad esempio sempre sulla stessa nota).
  • Brevità. Consente al bambino di afferrare subito il brano e di coglierne l’identità.
  • Ripetizione. Permette al bambino di riconoscere i canti come familiari.

La lezione per la fascia 0-3 segue lo stesso approccio educativo per tutti e tre gli anni, ma il bambino durante questo lungo periodo cresce e modifica il suo modo di stare in relazione con sé stesso, nella diade madre-figlio e all’interno di un gruppo. Di conseguenza, come insegnante, cercherò di interagire con il bambino in modo diverso in base alla fase di apprendimento in cui si trova.

Un primo punto di svolta si ha a cavallo del primo anno di vita. Il bambino da 0 a 12 mesi dimostra un’attenzione e un grado di concentrazione ai massimi livelli. È enormemente ricettivo a tutti gli stimoli che lo circondano e, immerso nel suono puro, trascorrerà la maggior parte del tempo in completo assorbimento. Ed ecco quindi che l’apprendimento risulta spontaneo e il bambino impara con la stessa facilità e naturalezza con cui apprende una miriade di cose durante il suo primo anno di vita.
Dai 12 ai 36 mesi il bambino viene ancora immerso nel suono, ma diventa sempre più consapevole ed entra nella fase dell’imitazione e dell’interazione: tenta di imitare gli stimoli sonori ricevuti attraverso dei piccoli tentativi, dando risposte che diventeranno sempre più accurate con il passare del tempo.
In questa fase il bambino è in grado di esplorare la propria voce cantata e l’ambiente circostante in autonomia, e lo fa soprattutto attraverso il movimento e l’utilizzo del corpo.

Nel percorso 0-3 anni il mio lavoro sull’apprendimento musicale è rivolto alla coppia genitore/bimbo: è un viaggio alla scoperta di un nuovissimo canale comunicativo per entrambi. L’adulto a lezione è parte attiva e canta, insieme all’insegnante, dei piccoli e semplici accompagnamenti. In questo modo si rende modello di musica e contribuisce ad arricchire l’ambiente musicale in cui immergiamo il bambino facendogli sperimentare l’armonia.
Da circa i 2 anni e mezzo inizio a preparare gradualmente il distacco dal genitore attraverso attività mirate, in vista del percorso successivo.

La lezione dura circa 45 minuti e si svolge in una stanza vuota, per dare spazio solo alla musica senza avere distrazioni, e di dimensioni adatte al movimento spontaneo e all’esplorazione in sicurezza. Alterniamo momenti seduti a terra e momenti di utilizzo del corpo libero.
In ogni caso è importante che bambini e adulti siano a proprio agio, possibilmente con un abbigliamento comodo che consenta loro di vivere i nostri incontri musicali in un clima di serenità e nella massima libertà.

Questo corso fa per te se:

  • hai a cuore l’apprendimento di tuo figlio e ti piace poter contribuire attivamente alla sua crescita musicale.
  • vuoi condividere un momento musicale con lui ed essere consapevole del suo apprendimento.
  • credi nell’importanza del ruolo dell’adulto in quanto primissimo modello, in musica come nella vita di tutti i giorni.
  • credi che una relazione di qualità sia alla base di qualsiasi percorso di crescita.
  • adori la musica, pensi che sia un mezzo comunicativo importante per sperimentare le proprie emozioni e la propria creatività.
  • riconosci l’importanza della musica e di un approccio di questo tipo nella crescita in generale.
  • pensi che l’esplorazione in libertà abbia un valore enorme, per la scoperta e la presa di coscienza di sé stessi e della realtà circostante.
  • desideri proporre a tuo figlio attività stimolanti e ricercate, quelle con un perché che senti tuo, adori informarti e scavare a fondo nelle radici delle cose.
  • la parola “consapevolezza” guida la tua vita e le tue scelte di madre.
Erica Nastasia Insegnante di Musica

Durante il nostro percorso insieme il tuo bambino:

  • apprende naturalmente senza fatica o forzature grazie all’adulto che si fa modello di musica.
  • assorbe efficacemente i contenuti grazie alla presenza di una relazione.
  • è libero di esprimersi secondo le sue modalità e i suoi tempi.
  • al sicuro, fra le braccia di mamma o papà, si sente sicuro nel lasciarsi andare alla scoperta di sé stesso e dell’ambiente musicale.
  • può sperimentare ed esplorare in autonomia grazie all’utilizzo della voce senza parole e il corpo.
  • viene esposto alla materia musicale prima che il linguaggio prenda il sopravvento nella sua vita, con il vantaggio di avere l’attenzione focalizzata sull’aspetto musicale.
  • avvicinato alla musica fin da piccolissimo vedrà arricchirsi il suo potenziale di sviluppo musicale per il futuro.
  • sarà più abile a “parlare” in musica da grande grazie alla varietà dei contenuti musicali proposti.

Qual è la durata del corso e quanto costa

Il corso si svolge da ottobre a maggio e ha un costo di 480 euro per le sedi di Magenta e Vigevano, di 550 euro per la sede di Milano(CityLife). Puoi scegliere di pagare in un’unica soluzione oppure suddividendo l’importo in due tranches o otto rate mensili.
La tua prima lezione di prova è gratuita. È anche possibile acquistare un pacchetto di prova (solo una volta) prima dell’iscrizione.

Domande frequenti

Cos’è il Metodo Gordon, non ne ho mai sentito parlare.

Puoi approfondire e conoscere i dettagli sull’approccio qui.

Perché è importante portare mio figlio a musica da così piccolo? Può giovarne fin dai primi giorni di vita?

Dalle ricerche del professor Gordon è emerso che l’attitudine musicale è innata in ciascuno di noi. Tutti la possediamo al momento della nascita e il suo grado si sviluppo negli anni successivi dipenderà anche dall’ambiente musicale a cui esponiamo il bambino nei primissimi anni di vita. Offrendo a un bambino la possibilità di essere avvicinato alla musica fin dai primi giorni, stiamo arricchendo enormemente il suo potenziale di sviluppo musicale.

Perché l’adulto fa degli accompagnamenti? Io non ho una grande esperienza musicale pregressa, ho paura di non essere in grado.

Il bambino apprende laddove riconosce un significato affettivo. L’adulto ha quindi un ruolo fondamentale perché facilita l’apprendimento del bambino grazie alla presenza della relazione. I piccoli accompagnamenti servono a rendersi modelli di musica e ad arricchire l’ambiente musicale in cui il bambino è immerso. Inoltre, questo ti renderà parte attiva nella sua crescita musicale. Non importa se non hai mai studiato musica e non ti senti capace, non serve possedere questa competenza: il bambino non impara perché il canto è perfetto, ma perché il contenuto giunge a lui colmo di significato affettivo ed emotivo.

Perché non usi le parole sia nei canti che durante la lezione?

In genere chiedo di sospendere il linguaggio verbale a lezione per dare spazio solo alla musica e non essere “distratti” dal linguaggio. Durante i canti sostituiamo le parole con la sillaba PAM. Eliminando il linguaggio (che è in genere predominante nella nostra vita rispetto alla musica), il bambino potrà concentrarsi completamente sul contenuto musicale. Inoltre, PAM è una sillaba neutra e consente al bambino di sperimentare la propria voce cantata in autonomia e senza sforzi, considerando che la sua conformazione non è la stessa di un adulto.

Perché non fai usare gli strumenti musicali ai bambini?

In questo corso lavoriamo sullo sviluppo dell’attitudine musicale innata del bambino e sull’elaborazione di un proprio pensiero musicale. Lo strumento che il bambino sa usare al meglio in questa fascia d’età è la voce, che può esplorare in autonomia e che gli adulti posso utilizzare con lui in modo relazionale.

Perché canti dei brani in tutti i modi e metri? Mi sembrano così diversi dalle classiche canzoncine per bambini.

È stato dimostrato che il bambino apprende nella varietà di proposte. Esattamente come quando impariamo a parlare, lo facciamo dopo aver ascoltato per moltissimo tempo le nostre figure di riferimento parlare anche in modo molto complesso. Con la musica è la stessa cosa: proporre canti solo nel modo maggiore e minore, caratteristici della nostra cultura di riferimento, sarebbe come proporre al bambino un vocabolario di parole limitato.

Cosa sono quei suoni di due o tre sillabe «Pam Pam Pam» che rivolgi al bambino durante la lezione?

Si chiamano pattern e sono gruppi di note estrapolate da un contesto musicale e strutturate secondo precisi criteri, che servono ad attivare nel bambino lo sviluppo dell’Audiation (pensiero musicale): dopo un pattern segue il silenzio in cui il bambino elaborerà quanto appena ascoltato.