Erica Nastasia Insegnante di Musica

Corsi 3-5 anni

Il bambino da 3 a 5 anni entra nella stanza della musica da solo, in un gruppo di pari, iniziando in autonomia un viaggio alla scoperta della musica e allo sviluppo del proprio pensiero musicale.

Nell’ultimo periodo del percorso precedente abbiamo iniziato a preparare la fase di distacco dal genitore. In ogni caso questo processo sarà graduale e il bambino verrà dolcemente introdotto nella stanza della musica insieme ai suoi compagni.
Il bambino di 3 anni è nella fase di affermazione del proprio IO e della propria personalità. È una fase delicata perché sta vivendo un primo distacco dalle figure di riferimento per dare spazio all’individuo e alla formazione del proprio carattere. Entrando in un gruppo di coetanei in un ambiente extrafamiliare parte all’esplorazione di sé stesso e del proprio modo di relazionarsi con gli altri.

Come si svolge la lezione

L’approccio educativo che utilizziamo con bambini da 3 a 5 anni rimane il medesimo del primo triennio: l’insegnante guida il gruppo di bambini senza imporre un programma didattico dall’esterno ma rendendosi esempio e modello di musica.
Utilizziamo ancora la voce cantata senza parole: a quest’età il bambino inizia a percepire i propri compagni, il senso del gruppo, e, complice il gioco, che è predominante in questi anni, dobbiamo fare in modo di focalizzare ancora di più l’attenzione del bambino sul contenuto musicale, senza favorire eventuali distrazioni a causa dell’introduzione del linguaggio verbale.

I canti, come nel primo triennio, mantengono le caratteristiche di:

  • varietà (utilizzo di diversi modi e metri musicali).
  • complessità (molteplicità di soluzioni ritmiche e tonali).
  • brevità (per afferrare identità del brano).
  • ripetizione (per riscontrare famigliarità).

Le attività con il percorso 3-5 anni diventano più strutturate rispetto al triennio precedente e hanno come scopo quello di aprire il dialogo sonoro con il bambino. Anche il movimento, dai 3 anni in su, diventa più importante e più fisico. Sappiamo infatti quanto la sperimentazione motoria sia una componente prevalente e fondamentale a quest’età, insieme al gioco che riveste un ruolo essenziale ai fini della socializzazione.
Per il bambino da 3 a 5 anni ogni stimolo può dare vita al gioco. Seguendo quindi quello che è il naturale sviluppo del bambino in questi anni, strutturiamo delle attività che siano costruite sul bambino stesso, sui bisogni che ci dimostra, sul movimento che sperimenta, sulla sua esplorazione libera, lavorando con l’imitazione e il rispecchiamento, rendendo il bambino l’assoluto protagonista della lezione.
Il movimento non è mai imposto, è un movimento libero e naturale, che nasce internamente a ogni persona e che viene proposto in forma di gioco attraverso le attività dell’insegnante.

Corpo e voce senza parole, quindi, sono strumenti didattici indispensabili per lavorare sullo sviluppo della coordinazione fra respiro, movimento e voce, base essenziale per approcciarsi allo strumento in futuro.

Lavorando con bambini di questa fascia d’età non utilizziamo gli strumenti musicali. Di per sé, infatti, non è lo strumento che dà vita al processo di apprendimento musicale ma piuttosto l’esplorazione spazio-temporale, l’esplorazione vocale e il movimento del corpo. Non avrebbe significato far utilizzare uno strumento a un bambino di 4 anni: non possiede ancora sufficiente manualità fine per poter suonare e i suoi tentativi rimarrebbero pure imitazioni di suoni e/o movimenti che ha visto fare all’adulto.
Noi invece vogliamo e dobbiamo rispettare i tempi di apprendimento del bambino.
Inoltre, per lavorare sulla coordinazione fra suoni e movimento, il corpo deve essere coinvolto per intero e non solo con il braccio o con la mano, come avviene invece con lo strumento.

In questo corso quindi lavoriamo quindi su più fronti: da un lato sulla coordinazione, dall’altro sullo sviluppo del pensiero musicale e su una comprensione profonda della musica, che porteranno il bambino a essere sempre più consapevole della sua crescita musicale.

La lezione dura circa 45 minuti e si svolge in una stanza vuota (per evitare distrazioni) di dimensioni adatte per favorire il movimento spontaneo. Il gruppo è libero di esplorare e muoversi nell’ambiente, ciascuno secondo i propri bisogni e le proprie modalità. Il bambino apprenderà tantissimo anche grazie ai propri compagni e al gruppo, attraverso l’osservazione e l’imitazione fra pari.
Per far sì che questo avvenga spontaneamente è necessario che l’ambiente in cui si trovi il bambino lo faccia stare bene e lo faccia sentire a proprio agio, facilitando in questo modo l’ascolto e il rispetto dell’altro. Queste due condizioni sono necessarie affinché il bambino si senta realmente libero e spontaneo di imparare dagli altri, favorendo così un apprendimento ancor più profondo e completo, come quello condiviso.
Uno strumento utilizzato dall’insegnante per favorire questo processo è l’utilizzo del cerchio: facilita l’osservazione, l’imitazione, il ritorno all’ascolto e il rispetto dell’attività.

Questo corso fa per te se:

  • hai a cuore l’apprendimento di tuo figlio e vuoi che cresca in modo consapevole.
  • credi che una relazione di qualità sia alla base di qualsiasi percorso di crescita.
  • adori la musica, pensi che sia un mezzo comunicativo importante per sperimentare le proprie emozioni e la propria creatività.
  • riconosci l’importanza della musica e di un approccio di questo tipo nella crescita in generale.
  • credi nel potere dell’apprendimento fra pari.
  • pensi che l’esplorazione in libertà abbia un valore enorme, per la scoperta e la presa di coscienza di sé stessi e della realtà circostante.
  • desideri proporre a tuo figlio un’attività che segua il naturale sviluppo del bambino.
  • sei consapevole dell’importanza della sperimentazione vocale e motoria del bambino in questa fascia d’età e sai che questa possibilità va sfruttata fino alla fine, senza anticipare i tempi introducendo lo strumento musicale.
Erica Nastasia Insegnante di Musica

Durante il nostro percorso insieme il tuo bambino:

  • apprende naturalmente senza fatica o pressioni, grazie al gruppo di compagni e all’adulto che si rende modello di musica.
  • assorbe efficacemente i contenuti grazie alla presenza di una relazione.
  • è libero di esprimersi secondo le sue modalità e i suoi tempi.
  • inizia un viaggio in autonomia alla scoperta di sé stesso e del proprio modo di comunicare in musica con gli altri.
  • può sperimentare ed esplorare in libertà con la voce e con il corpo, in maniera divertente attraverso attività proposte sotto forma di gioco.
  • sarà più abile a “parlare” in musica da grande grazie alla varietà dei contenuti musicali proposti.

Qual è la durata del corso e quanto costa

Il corso si svolge da ottobre a maggio e ha un costo di 480 euro per le sedi di Magenta e Vigevano, di 550 euro per la sede di Milano (CityLife). Puoi scegliere di pagare in un’unica soluzione oppure suddividendo l’importo in due tranches o in otto rate mensili.
La tua prima lezione di prova è gratuita. È anche possibile acquistare un pacchetto di prova prima dell’iscrizione.

Domande frequenti

Cos’è il "metodo" Gordon, non ne ho mai sentito parlare.

Puoi approfondire e conoscere i dettagli sull’approccio qui.

Perché non posso entrare a lezione con mio figlio?
L’approccio educativo secondo i principi della MLT si pone come scopo quello di seguire il naturale sviluppo del bambino, per far sì che la musica venga compresa spontaneamente e senza fatica. Il bambino sotto i 3 anni è ancora molto “dipendente” a livello emotivo dall’adulto di riferimento. La sua esplorazione libera è tanto più proficua quanto più il bambino è conscio della presenza della mamma o del papà al suo fianco. A circa 24 mesi, invece, inizia un graduale distacco dalle figure di riferimento, in particolare dalla madre e questo coincide con una fase in cui il bambino comincia ad affermare la propria personalità e inizia a percepirsi come individuo separato, con propri bisogni e desideri. Pian piano il bambino diventerà sempre più attivo in un gruppo di compagni e cambierà il modo in cui si relaziona alla società. Rispettando questa sua naturale evoluzione, il percorso musicale dai 3 anni in su prevede l’ingresso del bambino senza genitore, in un gruppo di coetanei, in modo tale da consentirgli di vivere a pieno questa nuova esperienza, scoprendo la musica e il suo modo di relazionarsi a sé stesso e agli altri in autonomia.
Perché non usi le parole sia nei canti che durante la lezione?

In genere sospendo il linguaggio verbale a lezione per dare spazio solo alla musica e non essere “distratti” dal linguaggio. Durante i canti sostituiamo le parole con la sillaba PAM. Eliminando il linguaggio (che è in genere predominante nella nostra vita rispetto alla musica), il bambino potrà concentrarsi completamente sul contenuto musicale. Inoltre, PAM è una sillaba neutra e consente al bambino di sperimentare la propria voce cantata in autonomia e senza sforzi, considerando che la sua conformazione non è la stessa di un adulto.

Perché non fai usare gli strumenti musicali ai bambini?

In questo corso lavoriamo per sostenere l’attitudine musicale del bambino e per sviluppare il pensiero musicale. Il bambino a quest’età è in totale esplorazione della propria voce cantata e lo fa con sempre più consapevolezza. Non bisogna negare questa possibilità al bambino anticipando un percorso sullo strumento e saltando quindi delle tappe fondamentali. Sarebbe come se imparasse a leggere e scrivere a 4 anni e sappiamo che è invece fondamentale rispettare i suoi tempi di apprendimento. Il bambino, inoltre, a quest’età non ha la necessaria motricità fine per suonare uno strumento e dovrebbe invece giungere a un percorso strumentale dopo aver interiorizzato il linguaggio musicale e aver sviluppato la coordinazione motoria necessaria, un senso ritmico e intonazione adeguati.

Perché canti dei brani in tutti i modi e metri? Mi sembrano così diversi dalle classiche canzoncine per bambini.
È stato dimostrato che il bambino apprende nella varietà di proposte. Esattamente come quando impariamo a parlare, lo facciamo dopo aver ascoltato per moltissimo tempo le nostre figure di riferimento parlare anche in modo molto complesso. Con la musica è la stessa cosa: proporre canti solo nel modo maggiore e minore, caratteristici della nostra cultura di riferimento, sarebbe come proporre al bambino un vocabolario di parole limitato.
Cosa sono quei suoni di due o tre sillabe «Pam Pam Pam» che rivolgi al bambino durante la lezione?
Si chiamano pattern e sono gruppi di note estrapolate da un contesto musicale e strutturate secondo precisi criteri, che servono ad attivare nel bambino lo sviluppo dell’Audiation (pensiero musicale): dopo un pattern segue il silenzio in cui il bambino elaborerà quanto appena ascoltato.
Perché è importante portare mio figlio a musica da così piccolo?
Dalle ricerche del professor Gordon è emerso che l’attitudine musicale è innata in ciascuno di noi. Tutti la possediamo al momento della nascita e il suo grado si sviluppo negli anni successivi dipenderà anche dall’ambiente musicale a cui esponiamo il bambino nei primissimi anni di vita. Offrendo a un bambino la possibilità di essere avvicinato alla musica nei primi anni di vita, il suo potenziale di sviluppo musicale ne gioverà.
Perché il movimento è libero e non strutturato dall’insegnante?
Il corpo è un potente strumento di apprendimento. L’esplorazione libera consente al bambino di scoprire il suo corpo e la percezione che ha di esso, di sperimentare il proprio peso corporeo e sviluppare un senso ritmico. Il movimento non può essere imposto perché ogni bambino deve essere libero di esplorare lo spazio secondo il suo sentire. L’apprendimento passa sempre dal corpo prima che dalla mente.